Il regolamento cinese n. 73 e il regolamento UE sulle batterie sembrano essere agli antipodi. Il primo punta su una piattaforma statale centralizzata, il secondo su pass decentralizzati e firmati crittograficamente. Il primo non prevede un livello pubblico per i consumatori, il secondo appone il codice QR su ogni prodotto. Chi rifornisce entrambi i mercati si chiede giustamente: ho bisogno di due sistemi?
La risposta è no. Un unico set di dati di prodotto può soddisfare entrambi, se l’architettura è quella giusta.
Due regimi paralleli
Il Regolamento UE sulle batterie 2023/1542 diventerà obbligatorio a partire dal 18 febbraio 2027 per le batterie con capacità superiore a 2 kWh. Il suo modello: l’operatore economico pubblica il passaporto, accessibile tramite un GS1 Digital Link; la fiducia si basa su una firma apposta sul prodotto stesso. I destinatari sono il pubblico, i terzi autorizzati e le autorità.
Il regolamento cinese n. 73 è in vigore dal 1° aprile 2026 e disciplina il riciclaggio delle batterie di trazione per veicoli elettrici. Il suo modello è l’opposto: una piattaforma centrale del Ministero (MIIT), identificazione secondo lo standard cinese GB/T 34014, obbligo di segnalazione per ogni evento rilevante entro un termine compreso tra 15 e 40 giorni, accesso in lettura riservato esclusivamente ai riciclatori autorizzati - e anche in questo caso solo ai dati relativi allo smontaggio.
Cosa richiede concretamente il regolamento n. 73
- Un’identità digitale per ogni batteria, codificata secondo lo standard GB/T 34014, su un’etichetta a prova di manomissione
- Un codice produttore assegnato dal MIIT, che attribuisce ogni batteria allo stabilimento di produzione
- Segnalazioni relative a produzione, vendita, riparazione, raccolta, riciclaggio e riutilizzo alla piattaforma nazionale
- Accesso in lettura per i riciclatori autorizzati, limitato ai dati tecnici necessari per lo smontaggio
- Conservazione per tutta la durata di vita della piattaforma
La quarta regola salta all’occhio: essa vincola l’accesso non solo all’ordinamento giuridico, ma anche alla finalità. Un riciclatore vede solo ciò di cui ha bisogno per lo smontaggio.
Perché sembra inconciliabile - e invece non lo è
Leggendo i due regolamenti uno accanto all’altro, sembra non esserci alcun denominatore comune. La chiave sta in una caratteristica dell’architettura: il set di dati del prodotto stesso è neutrale rispetto all’ordinamento giuridico. Il lavoro specifico per ogni regolamento è una proiezione: leggere lo stesso set di dati e adattarlo alla forma richiesta da un determinato regime.
Un unico congelamento, due obiettivi. Al momento della pubblicazione, la batteria viene fissata una volta come versione DPP firmata. Il percorso UE la registra - non appena il registro UE sarà attivo - in tale sede e ne fornisce la visione pubblica. Il percorso cinese legge la stessa versione DPP, estrae i dati relativi al riciclaggio e al ciclo di vita e li comunica alla piattaforma MIIT. La versione DPP non subisce alcuna modifica e la firma rimane la stessa.
Il registro degli eventi tiene già conto del riciclaggio
Il registro del ciclo di vita di un DPP Transpareo conosce già oggi gli eventi richiesti dalla Cina: raccolta, riciclaggio, trattamento, riutilizzo. La segnalazione alla Cina non introduce quindi nulla di nuovo, ma utilizza eventi già esistenti.
Il modello, inoltre, non è nuovo: per l’UE, in futuro, la segnalazione avverrà esternamente non appena sarà operativo il registro UE. Una segnalazione alla piattaforma MIIT è lo stesso meccanismo, solo indirizzato a una destinazione diversa.
La conservazione e l’accesso sono già predisposti
Non appena i DPP saranno registrati nel registro dell’UE, ogni versione del DPP verrà inoltre archiviata in modo immutabile per altri dieci anni. L’UE richiede, in linea di principio, una conservazione di dieci anni a partire dalla registrazione per i pass registri; nel caso delle batterie, tale periodo termina con il riciclaggio (art. 77, comma 8). La Cina richiede la durata di vita della piattaforma. Il nostro archivio soddisfa entrambi i regimi senza una seconda conservazione dei dati.
Anche per quanto riguarda l’accesso esistono già livelli di visualizzazione differenziati: pubblico, su richiesta, per le autorità, puramente interno. Per la Cina si aggiunge un ulteriore asse: l’accesso di un riciclatore è vincolato sia all’ordinamento giuridico che alla finalità. Si tratta di una piccola estensione mirata della logica di accesso esistente, non di un secondo sistema.
Un identificatore che copre entrambe le vie
Il GS1 Digital Link rimane il punto di riferimento: è comunque presente su ogni pacco batteria commercializzato a livello internazionale. L’identificatore MIIT secondo la norma GB/T 34014 viene aggiunto come campo supplementare nello stesso record di dati - un’integrazione, non una sostituzione.
Limiti chiari
Tre punti vanno chiariti apertamente:
- La piattaforma MIIT non dispone ancora di una specifica pubblica dell’interfaccia. Il collegamento potrà essere completato solo quando un cliente o un integratore ne aprirà l’accesso. Il modello di dati e le regole di accesso possono essere definiti in anticipo.
- Il regolamento n. 73 è un regolamento sul riciclaggio delle batterie di trazione dei veicoli elettrici, non un passaporto di prodotto generico per ogni categoria di merci.
- In Cina non esiste un’interfaccia pubblica per i consumatori. Ciò che viene offerto è la struttura dei dati e la conservazione conformi alle norme, non una scansione dal design accattivante.
Per un produttore che oggi rifornisce entrambi i mercati, però, ciò che conta è proprio questo: gestire un unico set di dati di prodotto e utilizzarlo per soddisfare sia gli obblighi dell’UE che quelli della Cina, invece di dover allineare due sistemi in parallelo.
